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23 marzo 2026

Bonus Sicurezza 2026: come ottenere la detrazione per antifurto, videosorveglianza e videocitofoni

Bonus Sicurezza 2026: come ottenere la detrazione per antifurto, videosorveglianza e videocitofoni

Anche per quest’anno, il bonus sicurezza rimane una certezza per tutti coloro che desiderano tutelare al meglio la propria casa installando sistemi di sicurezza come allarmi, antifurto, videosorveglianza, videocitofoni smart. 

In questo articolo scopriamo quali sono i vantaggi del Bonus Sicurezza 2026, come poterne usufruire e quali le condizioni da rispettare

Cos’è il Bonus Sicurezza 2026? 

Il bonus sicurezza è una detrazione fiscale IRPEF prevista dalla legge di Bilancio 2026, contenuto all’interno del bonus ristrutturazioni e destinata a chi effettua spese per migliorare la sicurezza della propria casa. Consente di recuperare una parte delle spese sostenute per interventi di sicurezza domestica

 

Cosa comprende il Bonus Sicurezza 2026? 

Riguarda una serie di interventi destinati a prevenire e contrastare atti illeciti, come furti o intrusione in proprietà privata, grazie all’installazione di sistemi tecnologici e strutturali
Tra i macro-interventi ammessi troviamo: 

  • Antintrusione e sistemi di allarme (via cavo o wireless) 

  • Videosorveglianza e impianti di telecamere per la sorveglianza a distanza 

  • Videocitofonia e sistemi di controllo degli accessi 

 

Cosa non rientra nel Bonus Sicurezza 2026 

Nonostante l’ampio margine di azione previsto dal bonus sicurezza, ci sono degli interventi che non rientrano al suo interno. 

I sistemi portatili (allarmi portatili o dispositivi mobili non installati stabilmente) 

Il bonus sicurezza richiede che l’intervento sia stabile, integrato nell’immobile e comporti una modifica fisica dell’edificio.  

Le telecamere appoggiate su mobili 

Anche in questo caso, quando le telecamere non sono fissate o integrate all’interno dell’immobile non rientrano all’interno del bonus.  

Le telecamere wireless 

Sono considerate dispositivi mobili se non integrate in impianto fisso. 

 

La normativa, infatti, richiede che siano installati professionalmente e collegati a una rete, un sistema di allarme o di ancoraggio per rientrare nel Bonus Sicurezza 2026, in quanto solo così è dimostrabile la finalità reale di sicurezza e non la mera funzione estetica. 

  

Quanto si recupera nel 2026: aliquote, massimale, ripartizione 

Per le spese sostenute nel 2026 dedicate al miglioramento della sicurezza della propria casa, i contribuenti possono recuperare una percentuale dei costi con limiti massimi e modalità di ripartizione ben definiti. 

  • 50 % della spesa per gli interventi effettuati sulla abitazione principale

  • 36 % della spesa per gli interventi su seconda casa o altri immobili

Queste percentuali si applicano alle spese pagate durante l’anno, con un massimale di spesa detraibile per unità immobiliare pari a €96.000. La detrazione non viene erogata in un’unica soluzione, ma è suddivisa in 10 quote annuali di pari importo

 

In pratica:  

  • Se spendi 2.000 €, recuperi 1.000 € (50 % su abitazione principale); 

  • Se spendi 5.000 €, recuperi 2.500 € (sempre con aliquota 50 %). 

Per poter beneficiare della detrazione è fondamentale avere traccia di tutta la documentazione (fatture e pagamenti tracciabili con bonifico parlante). 

Tabella riassuntiva:  

Abitazione principale 

50 % detraibile 

Seconda casa/altri immobili 

36 % detraibile 

Massimale di spesa 

96.000 € per unità immobiliare 

Ripartizione detrazione 

10 rate annuali 

 

Quali interventi rientrano nel bonus: antifurto, TVCC, videocitofoni 

Non tutti gli interventi rientrano nel bonus sicurezza: devono infatti essere correlati a interventi di prevenzione per atti illeciti e conformarsi ai requisiti fiscali richiesti. 

 

Antifurto e allarme casa: quali spese sono detraibili con il Bonus Sicurezza 2026 

Vediamo adesso nel dettaglio quali prodotti sono compreso nella detrazione fiscale tramite il Bonus Sicurezza 2026.  

  • Antifurto e allarme casa: rientrano nel bonus i sistemi dedicati alla protezione dell’abitazione da intrusioni e tentativi di effrazione. 

  • Kit antintrusione: si tratta di impianti di sicurezza completi per la protezione contro le intrusioni. Questi kit includono solitamente sensori, centrali di allarme e sirene, facilmente gestibili da app mobile per garantire un controllo ottimale anche da remoto (ne sono un esempio i modelli 1051/911 – 1051/921 – 1068/906). 

  • Rilevatore volumetricorilevano il movimento all’interno di un ambiente protetto, attivando l’allarme in caso di intrusione.  

 

Videosorveglianza e telecamere (TVCC): cosa puoi detrarre nel 2026 e cosa no 

Per essere detraibili, i sistemi di videosorveglianza devono essere parte di un impianto integrato e installato professionalmente; essere montati su mobile, parete o strutture fisse; avere una centralizzazione dei flussi video, con registrazione o gestione centralizzata.  

  • Kit completi di videosorveglianza: questi kit comprendono telecamere e registratore, come i modelli 1098/854, tecnologia IP | 1097/814 tecnologia AHD. Inoltre, la presenza di un NVR/DVR fisso li rende parte di un impianto strutturato.  

  • Telecamere fisse da interno o esterno: sono telecamere singole utilizzate come parte di un impianto di sorveglianza. Possono essere montate a muro o soffitto tramite staffe, diventando parte di un impianto integrato con registrazione.  

  • NVR/DVR per la registrazione video: sono dispositivi che raccolgono e gestiscono le telecamere collegate. Senza un registratore centrale, infatti, l’impianto non è completo. La detrazione richiede, infatti, che il sistema si componga da più di un singolo accessorio.  

I sistemi wireless sono compresi all’interno del Bonus Sicurezza 2026, se installati professionalmente e integrati in modo stabile all’interno dell’immobile (ad esempio, un sistema di videosorveglianza wireless montato a parete).

 

Citofono e videocitofono smart: quando sono detraibili con il Bonus 

Le spese effettuate per l’installazione di citofoni e i videocitofoni possono essere detratte, nel caso di: 

 

Chi può richiedere il Bonus Sicurezza 2026 

Il Bonus Sicurezza 2026 può essere richiesto da qualunque contribuente soggetto a IRPEF che sostenga effettivamente la spesa e possieda un titolo valido sull’immobile oggetto dell’intervento

Possono usufruirne:  

  • Proprietari dell’immobile 

  • Nudi proprietari 

  • Usufruttuari o titolari di altri diritti di godimento (uso, abitazione, superficie) 

  • Inquilini con contratto regolare 

  • Comodatari 

  • Soci di cooperative 

  • Familiari conviventi del possessore o del detentore dell’immobile 

  • Conviventi di fatto se risultano intestatari dei pagamenti e sostengono di fato la spesa 

  • Coniuge separato se assegnatario dell’immobile.  

 

Rientrano in casi particolari imprenditori individuali, ma solo se l’immobile non costituisce bene strumentale o merce; condomini per interventi sulle parti condominiali, con ripartizione della detrazione in base ai millesimi di proprietà (ad esempio portoni blindati o sistemi di sicurezza comuni), purché le spese siano documentate e tracciabili.

 

Serve una ristrutturazione per accedere al Bonus Sicurezza 2026? 

Non è necessario ristrutturare l'intero immobile. È sufficiente installare un impianto di sicurezza integrato e professionale per poter beneficiare della detrazione fiscale, senza eseguire altri lavori di ristrutturazione edilizia. 

 

Come richiedere le detrazioni fiscali per i nuovi sistemi di sicurezza per la casa con il bonus 2026? 

Per richiedere correttamente le detrazioni fiscali relative al Bonus Sicurezza 2026 è necessario compilare tutta la documentazione richiesta, nei termini stabiliti. 

 

Bonus Sicurezza in condominio: come funziona la detrazione? 

L’amministratore condominiale può promuovere lavori di sicurezza collettivi e fruire della detrazione fiscale complessiva per il condominio con le stesse regole previste per il bonus, a patto che le opere realizzate siano a beneficio di tutti i condomini e non limitate ad una singola unità.  

 

Pagamenti: bonifico parlante, causale e dati obbligatori 

Per usufruire della detrazione fiscale con il Bonus Sicurezza 2026, è fondamentale che i pagamenti avvengano tramite bonifico parlante, ovvero una modalità di pagamento specifica che include alcuni dati obbligatori per poter essere valido ai fini della detrazione fiscale. Questo tipo di pagamento è tracciabile e permette di identificare correttamente le spese sostenute, ricollegandole in modo inequivocabile a interventi di sicurezza dell’immobile.  

Ecco i campi obbligatori da compilare: 

  • Causale: “Pagamento per interventi di sicurezza ai sensi dell’art. 16-bis TUIR” 

  • Importo: l’importo complessivo dell’intervento. 

  • Dati del beneficiario della detrazione: codice fiscale o partita IVA. 

  • Dati dell’impresa/installatore: partita IVA e codice fiscale dell’impresa. 

  • Data del pagamento: la data in cui viene effettuato il bonifico. 

Nel caso in cui il pagamento venga effettuato da più persone il bonifico deve indicare:  

  • Il codice fiscale del beneficiario principale (quello che richiede la detrazione) e degli eventuali co-beneficiari. 

  • Gli importi proporzionali che ogni beneficiario sta pagando, in modo che il pagamento sia ripartito correttamente

Nel caso di interventi condominiali, l’amministratore di condominio è il soggetto che può compilare e inviare il bonifico parlante, ma la detrazione verrà ripartita in base ai millesimi di proprietà dei singoli condomini. 

Il bonifico parlante deve indicare: 

  • Causale: “Pagamento per interventi di sicurezza condominiali ai sensi dell’art. 16-bis TUIR” 

  • I dati del condominio e del beneficiario principale (l’amministratore). 

  • La ripartizione della spesa tra i vari condomini

 

Come compilare il bonifico parlante per Bonus Sicurezza 2026 

Segui questa guida per compilare il bonifico parlante per il Bonus Sicurezza 2026:  

  1. Accedi alla tua banca o utilizza il servizio di bonifico online. 

  1. Seleziona la modalità bonifico parlante, se disponibile (questa opzione può variare a seconda della banca). 

  1. Compila i campi obbligatori (indicati sopra) 

  1. Verifica i dati e conferma il bonifico. 

  1. Richiedi una ricevuta e conserva il documento fiscale (è obbligatorio per completare la richiesta di detrazione). 

Causale corretta 

Pagamento per interventi di sicurezza ai sensi dell’art. 16-bis TUIR 

Dati beneficiario 

Codice fiscale corretto 

Dati impresa 

Partita IVA e codice fiscale corretti 

Importo 

Corrispondente alla spesa totale dell’intervento 

Data pagamento 

Annotata correttamente 

Ricevuta di pagamento 

Deve essere conservata correttamente 

 

Esempio di compilazione del bonifico parlante: 

  • Causale: “Pagamento per interventi di sicurezza ai sensi dell’art. 16-bis TUIR” 

  • Importo: 3.000 € 

  • Beneficiario: Mario Rossi, codice fiscale RSSMRA80A01H501X 

  • Impresa: Sicurezza Srl, partita IVA 12345678901, codice fiscale 12345678901 

  • Data: 15/03/2026 

 

FAQ Bonus Sicurezza 2026 

Posso detrarre il videocitofono se non faccio una ristrutturazione? 

, il videocitofono può essere detratto anche senza una ristrutturazione, purché installato stabilmente e integrato nel sistema di sicurezza dell’immobile. 

 

Se sono in affitto posso detrarre antifurto o videocitofono? 

, anche gli inquilini possono detrarre antifurto e videocitofono, con il consenso del proprietario e a condizione che il pagamento venga effettuato dall’inquilino stesso

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